PRESENTAZIONE

 

Il Centro Universitario Bolognese di Etnosemiotica (CUBE) si è costituito presso il Dipartimento delle Arti Visive dell'Università di Bologna con l'intento di produrre ricerca e fornire servizi nel campo delle indagini sui comportamenti quotidiani.
Il CUBE mette a frutto un nuovo modo di far convergere tra loro due consolidate tradizioni di ricerca e di descrizione: da un lato l'osservazione etnografica delle pratiche quotidiane, lette come pratiche simboliche in quanto inserite a pieno titolo nei processi culturali condivisi, dall'altro l'analisi semiotica dei processi significanti, trattati come testi in cui si manifesta il modo umano di dare senso al mondo.
Tale convergenza di prospettive produce un effetto virtuoso su entrambe le tradizioni, strutturando in modo più esplicito le cosiddette osservazioni sul campo dell'etnografia e al contempo allargando il campo delle analisi testuali della semiotica e imponendole così di confrontarsi con nuovi e diversi problemi.
Ne risulta un incremento notevole della capacità descrittiva delle pratiche quotidiane: l'osservazione si dota da subito di una forma semiotica e si mette in condizione di selezionare i dati sulla base della loro pertinenza significante. A questi risultati si aggiunge una rinnovata capacità di analisi e osservazione dei valori investiti negli oggetti della vita quotidiana (prodotti, ambienti, merci, strumenti, ecc.) i quali appartengono a tutti gli effetti al campo della significazione che gli attori sociali condividono e costantemente scambiano e riproducono.
CUBE si propone di sviluppare la ricerca di metodo (attraverso convegni e momenti di studio) e di favorire la sua diffusione (attraverso un'opportuna attività sia didattica che promozionale), ma si offre nello stesso tempo come fornitore di ricerca applicata, garantendo la propria consulenza a tutti quegli operatori sociali ed economici per i quali progettare soluzioni e innovazione dipende in modo prioritario dalla conoscenza dei valori che i soggetti e gli attori sociali investono di volta in volta nella loro vita vissuta.

A titolo esemplificativo, campi di indagine particolarmente fertili si sono rivelati, finora:

  • il settore della medicalizzazione (relazioni medico/paziente, spazi e tempi della cura, messa in forma dei propri vissuti di malattia e di dolore, rapporto col farmaco, ecc.);
  • gli assetti urbani e ambientali della convivenza quotidiana (strade, piazze e quartieri cittadini, luoghi sensibili come stazioni, aeroporti, trasporti urbani, articolazione tra spazi pubblici e spazi privati, ecc.);
  • tutto il campo dell'analisi dei comportamenti di consumo (spazi e tempi dei centri commerciali, organizzazione dei luoghi di mercati, autorappresentazione e spettacolarizzazione delle pratiche di consumo, invenzione e reinvenzione della forma/merce dei prodotti, ecc.);
  • le dinamiche della definizione e dei conflitti sia generazionali che culturali (il vissuto giovanile, adulto o senile relativamente ad ampi settori del vivere quotidiano; la formazione e l'identificazione di sottoculture specifiche, sia come articolazione interna al mainstream sia come tenuta e ridefinizione di appartenenze culturali diverse; ecc.).
 
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