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Esercizi Filosofici

Francesco Galofaro

Pragmatics, Pain and Forms of Life
Philosophical Investigations on Chronic Pain

Esercizi Filosofici, 6, 2011, pp. 266-280

 

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Tracciati di etnosemiotica

Francesco Marsciani

Tracciati di Etnosemiotica

Franco Angeli, Milano 2007

 

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Attraverso la presentazione di una serie di lavori di analisi e ricerca sui comportamenti, sulle pratiche e sugli oggetti della vita quotidiana, il volume si prefigge di mostrare alcuni dei percorsi possibili (i "tracciati") nel campo dell'etnosemiotica. La tipologia dei rubinetti e dei campi gestuali loro associati, il viale della "passeggiata" di una cittadina di provincia, gli spazi che organizzano le relazioni di cura, la costruzione del valore magico del mazzo di tarocchi, la trasformazione del desiderio nella pornografia in Internet, sono altrettanti luoghi di investigazione sul modo in cui si costruisce il valore della nostra esperienza, attraverso l'articolazione del suo senso e la sua organizzazione semiotica. Ne scaturisce l'indicazione di un metodo con un suo campo fenomenologico costituito, quello di una semiotica all'incontro dell'etnografia, in cui la pratica di osservazione, tipica del rilevamento etnografico, viene ripresa in tutto il suo valore ermeneutico e contemporaneamente sottoposta al vaglio e al controllo della formalità semiotica, in modo da rendere possibile la descrizione "a vocazione scientifica" dell'emergere del senso.

 

Linguaggi della GuerraFederico Montanari

Linguaggi della guerra

Meltemi, Roma 2004

 

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Possiamo rendere la guerra oggetto di un’analisi semiotica? Naturalmente, poiché essa racchiude in sé tutti i problemi, le variabili e le categorie che una disciplina come la semiotica, in particolare una sociosemiotica e una semiotica della cultura, riconosce come fondamentali: il tempo e lo spazio; gli attori in gioco e la loro capacità di pianificare l’azione; il rapporto tra passione, percezione e azione. L’“anomalia”, in questo caso, è che si studiano semioticamente i sistemi e le pratiche non solo di produzione, ma anche “di distruzione”, e la loro codificazione e rappresentazione. In particolare, è il nesso fra guerra e racconto ad aprirci questa possibilità di indagine. È in tale ottica che l’autore inquadra il rapporto fra strategie e rappresentazioni, cioè i modi in cui la guerra viene “dipinta” – descritta, narrata, fotografata, filmata. Dietro l’apparente eterogeneità, emerge l’ipotesi di una “trama” strutturale, di uno o più modelli del confronto, della lotta. Nel tentativo di fornire alcune definizioni della guerra tra antropologia e semiotica, l’autore insiste da un lato sullo sguardo semiotico verso i fenomeni propri del conflitto, dall’altro sull’idea – sottolineata pure dall’ultimo Foucault – di uno sguardo “bellico” che osservi la storia, per far emergere dalle culture i rapporti di forza e le linee di scontro. Più in generale, il suo obiettivo è considerare la guerra in quanto parte di un dato universo culturale, guardando a un’antropologia dei conflitti collocabile nel progetto di una più vasta semiotica delle culture.